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Diario
19 luglio 2007
La flotta di Alitalia
Lo sa il governo Italiano che e' ancora azionista al 49% di Alitalia , che mentre l'asta per vendere la compagnia aerea va deserta , il 40% della flotta e' costituito da vecchi Md80 , che oltre a essere ormai costosissimi (essendo vecchi necessitano di tanta manutenzione), sono anche i piu inquinanti?
Qualcuno dira' che quella ecologica al momento e' l'ultima delle preoccupazioni. Forse, ma come sempre fare le cose a capocchia non fa solo perdere soldi, ma pure la faccia. Anche se in Italia, purtroppo , l'opinione pubblica non si interessa a questi problemi.
| inviato da raffo il 19/7/2007 alle 11:3 | |
10 aprile 2007
Se ci sara' il Referendum, Governo giu.
Ancora una volta, ancora lui il grande Mastella, il mastellone. Se si terra' il referendum, dichiara, allora il governo e' destinato a cadere. E' una minaccia? Si. Ma alla luce del sole, pulita, chiara. Ed e' la legittima risposta ad un'altra minaccia. Quella proveniente da una legge elettorale che potrebbe rendere impossibile l'esistenza in Parlamento di un partito come quello di Mastella. Il gioco si fa duro, ma anche molto chiaro. Chi ha a cuore la governabilita', chi non ne puo' piu' di mille partiti che ricattano il governo (i governi) rendendo (come hanno reso in passato) l'Italia un paese lento, burocratico, clientelare, inciucioso, cancrenoso....non puo' che volere questo Referendum sulla legge elettorale. La nostra classe politica e' popolata da gente come Mastella che difende il proprio legittimo (nell'ambito dell'attuale legislazione) diritto ad esistere e ad operare come partito, a sedere in parlamento, ad usufruire di un finanziamento pubblico (nostri soldi). Ma chi difende il nostro diritto ad avere uno stato che funzioni, che non sia vampiro, che faccia le riforme di cui noi (ma ancora di piu' i nostri figli) abbiamo bisogno?
Partiamo dalle cose facili. Legge elettorale, se ce la fanno a trovare un accordo i nostri politicanti in carica. Altrimenti Referendum per eliminare l'obbrobrio che il buon Berlusconi ha creato prima di lasciare la poltrona (del resto definito "una porcata" dal suo stesso autore se non ricordo male).
Non e' giusto essere in ostaggio di una classe politica che sta condannando l'Italia all'immobilismo, all'impoverimento e alle continue figuracce in casa e all'estero che screditano il nostro Paese.
| inviato da il 10/4/2007 alle 15:16 | |
7 giugno 2006
citazione del giorno
albo di Giornalisti! Idea da pedanti, da falsi professori, da giornalisti mancati, da gente vogliosa di impedire agli altri di pensare con la propria testa. L'albo è un comico non senso, è immorale perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero
Einaudi
| inviato da il 7/6/2006 alle 13:59 | |
6 maggio 2006
Emma for President
Il fatto che anche l’elezione della più carica dello Stato venga fatta oggetto della trattativa meno alta da parte della nostra classe politica non deve stupire solo noi liberali, ma anche chi ispirandosi alla tradizione cattolica, socialista e azionista vede in questi frangenti la possibilità per la politica di volare alto , di lanciare dei messaggi e di “sognare” il futuro. Il fatto che la candidatura di Emma Bonino sia stata fatta qualche tempo fa, ben prima delle elezioni politiche, e sia stato abbandonato per far posto ad una interessata riproposizione di Ciampi da parte della CDL e al nome del presidente della bicamerale che fu, a tacitarlo della mancata elezione a presidente della Camera, è circostanza che oltre a stupirci dovrebbe chiamarci all’azione.. A farci chiedere a gran voce a chi liberale si diceva e ancora si dice, di sostenere questa candidatura. La candidatura di Emma Bonino al Quirinale. I motivi per cui questa candidatura dovrebbe essere sostenuta dai liberali sono più che chiari (almeno ai liberali stessi spero) ma vi sono anche altri motivi per cui non dovrebbe dispiacere al resto della classe politica e risultare gradita alla maggioranza degli Italiani, cattolici compresi naturalmente. In primo luogo è una donna, e in epoca di pianti e schiamazzi sulle quote rosa, votare una donna perché rappresenti la carica più alta dello Stato è in termini di efficacia sostanziale ben più che una dichiarazione a favore delle pari opportunità; è la dimostrazione che la politica ha bisogno di donne al pari degli uomini. Emma Bonino, che alla Camera è stata eletta a 28 anni nel “lontano” (mi scuso con l’interessata per il lontano solo parzialmente mitigato dalle virgolette) 1976, servirebbe ancor meglio allo scopo, essendo i Radicali stati indiscutibilmente all’avanguardia in questo ambito. Non secondario in questa materia l’impegno di alto valore politico profuso a favore delle donne Afgane e Africane sul tema purtroppo ancora di attualità del diritto all’integrità fisica (oltre naturalmente ai temi dei diritti civili in senso lato). In secondoluogo è un politico che ha fatto molto bene in Commissione Europea, e che ha , anche per tradizione del Partito Radicale, diffusamente sostenuto l’idea degli Stati Uniti d’Europa. Ha mostrato di non considerare l’Europa un fattore esogeno alla politica nazionale ma un concreto spazio politico nel quale fare politica per gli Europei (non per il “particolare” nazionale) . Che l’Europa deve essere un soggetto politico attivo e soprattutto responsabile nei contesti internazionali dove da troppo tempo si parla di “nanismo” politico dell’Europa. Un ulteriore motivo per il quale Emma Bonino sarebbe un’ottima persona per rappresentare gli Italiani è che rappresenta la cultura del dialogo e della pace. Un pacifismo mai tinto di antiamericanismo (come si è visto troppe volte negli ultimi tempi) e basato in una decisa convinzione gandhiana. In un epoca in cui troppo spesso si parla di guerre di religione, Emma Bonino si è messa a studiare l’arabo. Ha incarnato in questa scelta una delle più belle qualità degli Italiani, che è la curiosità per le altre culture (o culture “altre”) che ne ha fatto nei secoli come si dice di solito, un popolo di poeti e navigatori. E’ un politico laico, e questo non dovrebbe essere un problema, visto che non sarebbe il primo Presidente con questa caratteristica. Infine è un politico che potrebbe garantire la destra e la sinistra senza essere nelle condizioni di saldare il conto a nessuno. Che a Silvio Berlusconi non dispiaccia D’Alema sul Colle non stupisce visto che già una volta costui ha dimostrato di essere benevolo verso il conflitto di interesse e degli interessi del Cavaliere; che nessuno, anche nella CDL (sarebbe una bella mossa e imbarazzerebbe Prodi e i DS!) abbia pensato a candidare la Bonino è il segnale che c’è davvero poca fantasia da quelle parti e molta bassa politica. O troppo spazio agli ultraottuagenari come Cossiga (con tutto il rispetto s’intende). Adesso potrebbe essere troppo tardi. Ma si fa ancora in tempo se si vuole lanciare un messaggio positivo al Paese. Se si vuole (come molti vanno ripetendo) rilanciare l’Italia.
| inviato da il 6/5/2006 alle 17:11 | |
15 febbraio 2006
Come mai solo in Italia?

Di seguito i dati a fine 2005 del calo trimestrale di vendite di Pollame in Italia e in altri paesi dell'Unione Europea. Come mai un calo nelle vendite di polli cosi grosso solo in Italia? in Germania si sono addirittura incrementate.....
| inviato da il 15/2/2006 alle 16:38 | |
8 febbraio 2006
e' un po' limitante avere solo 100kb come limite per ogni singola immagine! io ne vorrei mettere una al mese..... da 1MB metterne una al giorno da 100k per un mese e' occupa molto piu' spazio..... sono troppo polemico....
| inviato da il 8/2/2006 alle 22:14 | |
5 febbraio 2006
L'italianità dei Francesi
Un finale piu' significativo la vicenda Unipol non poteva proprio averlo. La bandiera issata dal governatore fazio e dagli altri furbetti era stata proprio quella della "Italianità". Cioè si diceva difendiamo l'italianità delle banche e non facciamo che gli spagnoli, per precisione i baschi del "BeBeUve" si comprino quel gioellino grezzo e dal blasone impolverato ma tanto promettente di BNL. Ai baschi no ma ai francesi si, avran pensato i nuovi vertici di Unipol che hanno comunicato di aver venduto il 48% di BNL a BNP Paribas. E adesso sembran tutti felici, anche perche' si dice, ci guadagnano anche i piccoli azionisti e per una volta vince il mercato. Benissimo, il prezzo di BNL da giorni si teneva a livelli en piu' alti di quelli dell'OPA del BBVA. Gli hedge fund a far tutto, sostengono i giornali di oggi. Chissà. Di questi tempo si parla troppo. Soprattutto al telefono.
| inviato da il 5/2/2006 alle 0:43 | |
3 febbraio 2006
da oggi in poi provero' a scrivere in questo fazzoletto di bit dentro un server anonimo quello che penso dei miei libri, dei libri che amo, dei libri. Che amo. Che sono tra l'altro la negazione del concetto di anonimato. Perche' un libro non e' mai anonimo, e anche se lo fosse il fatto di possederlo hic et nunc ne farebbe un signor libro. Non voglio cadere nel solito onanismo della difesa del libro, o del Libro che in Italia nessuno legge, e il libro e' vita e che il libri non cesseranno mai di esistere. Non lo so se tutto questo e' stato o sarà vero per sempre. Quello che so è che adoro questi insiemi di pagine odoranti di inchiostro tipografico, litografico, solventi, sbiancanti, o polvere, legno (se conservati in mobili di legno odoroso). Li adoro a volte anche quando non mi piacciono. O quando non ne condivido affatto le tesi. Cerchero' pertanto di parlare dei libri che mi piacciono, di quelli che non mi piacciono (meno spesso) o semplicemente di quelli che leggo e a qualcuno lo devo pur raccontare cosa ne penso. Chissa' che non riesca a convincere qualcuno che i libri non sono sempre noiosi.......
| inviato da il 3/2/2006 alle 22:20 | |
3 febbraio 2006
rimpiangeremo le lecciso?
Signori cosa sta succedendo alla TV generalista italiana? E' una mia impressione o la barbarie avanza a passi sempre piu' lunghi? Non vorrei tra qualche tempo trovarmi a ....a rimpiangere le lecciso......
| inviato da il 3/2/2006 alle 17:47 | |
23 gennaio 2006
Alitalia, ovvero il teatro dell'assurdo
Naturalmente ci eravamo sbagliati noi a pensare che l'azionista di maggioranza (il Governo) di una società per azioni (Alitalia) non dovesse auspicare della società medesima il fallimento. Ci eravamo sbagliati a pensare che un azionista che ha appena iniettato circa 500 mln di Euro nella suddetta società (dopo averne versati svariati miliardi negli ultimi 10 anni in innumerevoli aumenti di capitale per i quali ci sono ancora delle pendenze con la Commissione Europea) fosse interessato se non a valorizzare l'investimento almeno a non vederlo azzerarsi.
Si, avevamo capito male. Credevamo che una volta sceso sotto il 50% in Alitalia, il Governo non rinunciasse al ruolo che gli compete di azionista di maggioranza relativa. Invece non solo ha rinunciato a tal ruolo, ma nelle persone di Maroni e Calderoli è arrivato a dichiarare che il fallimento non è poi un cosi deprecabile scenario.
Che poi il Governo sia anche Esecutivo di un Paese del G7 in cui a brevissimo si terra' un Olimpiade, forse è solo un dettaglio del grande equivoco di cui siamo vittime.
| inviato da il 23/1/2006 alle 16:26 | |
20 gennaio 2006
Grande fratello che?
Mi dicono che è ricominciata una trasmissione di grande successo. Che si chiama Grande Fratello. Mai vista.
| inviato da il 20/1/2006 alle 18:45 | |
20 gennaio 2006
Alitalia: la crisi è finita o no?
''Il sindacato chiede l'intervento del Governo - ha dichiarato Maroni - ma ci sono dei limiti posti dall'Ue e il Governo non puo' metterci soldi. O Alitalia riesce a stare sul mercato o no. Ma non c'e' possibilita' di un intervento pubblico''.
Perfetto, ma allora come mai gli si lascia comprare Volare? Nonostante già nel 2003 l'Antitrust avesse bocciato la possibilità di un code sharing tra le due compagnie proprio per evitare il crearsi di una posizione dominante su alcuni aeroporti......
| inviato da il 20/1/2006 alle 17:42 | |
19 gennaio 2006
Alice nel Paese delle meraviglie
Non ce la puo' fare. Proprio non può. Prima serata, Raidue, dovrebbe essere il fiore all'occhiello dell'approfiìondimento RAI. Non c'è di meglio di Anna La Rosa, coadiuvata nientemeno che da Patrizia Pellegrina e Antonella Elia? Evidentemente no. Il tema della prima parte della puntata: Bancopoli e Tangentopoli - analogie e differenze. In par condicio, due esponenti del centro sinistra e due del centrodestra. E due opinionisti, Turani della Repubblica e Maria Giovanna Maglie di News (!?) . Ricordo assemblee di classe al primo Liceo gestite meglio. Una bailamme, un'isola dei famosi dell'approfondimento. Il piu' dignitoso è sicuramente Di Pietro, nonostante l'ex dc Gargani (cooptato da tempo dal cavaliere in Forza Italia ) lo apostrofi con sufficienza. Debenedetti (DS) farfuglia dei ragionamenti poco chiari anche a lui stesso, e De Michelis si infervora a difendere le grandi scelte politiche di Craxi. Secondo tema: le intercettazioni. L'atmosfera da Grande Fratello (non quello Orwelliano purtroppo) diventa palpabile e la qualità del dibattito declina ulteriormente. Ad un certo punto, suspence. C'e' una telefonata avverte la conduttrice. Chi sara'? Ohhhh, mancano i tamburi del circo. Forse Bobo Crazi da Hammamet? Noooooo. Cossiga. C'è , non c'è. Non c'è. Allora il prossimo servizio. Anzi c'è Cossiga. Falso allarme, il servizio.
Insomma , una robaccia. Se non ci credete, accendete la TV. Comunque non ce la può fare. Se non nel Paese delle meraviglie.
| inviato da il 19/1/2006 alle 22:31 | |
18 gennaio 2006
Lo shampoo
Giorgio Gaber
G. Gaber
(1972)
Una brutta giornata, chiuso in casa a pensare, una vita sprecata, non c'è niente da fare, non c'è via di scampo, quasi quasi mi faccio uno shampoo.
Uno shampoo?
Una strana giornata, non si muove una foglia, ho la testa ovattata, non ho neanche una voglia, non c'è via di scampo: sì, devo farmi per forza uno shampoo.
Uno shampoo? Sì, uno shampoo.
schhh... scende l'acqua, scroscia l'acqua calda, fredda, calda... giusta! Shampoo rosso, giallo, quale marca mi va meglio... questa!
Schiuma, soffice, morbida, bianca, lieve, lieve, sembra panna, sembra neve... La schiuma è una cosa buona, come la mamma, che ti accarezza la testa quando sei triste e stanco, una mamma enorme, una mamma in bianco!
Sciacquo, sciacquo, sciacquo...
Seconda passata.
Son convinto che sia meglio quello giallo senza... canfora! I migliori son più cari perchè sono anti... forfora!
Schiuma, soffice, morbida, bianca, lieve, lieve, sembra panna, sembra neve... La schiuma è una cosa sacra, è una cascata di latte, che assopisce questa smania tipica italiana, è una cosa sacra: come una vacca indiana!
Sciacquo, sciacquo, sciacquo...
Fffffff... fon!
| inviato da il 18/1/2006 alle 10:35 | |
17 gennaio 2006
La finanza è davvero il male assoluto?
Noto negli ultimi tempi, sulla stampa e nelle dichiarazioni dei politici la tendenza a usare termini spregiativi nei confronti della Finanza intesa spesso in senso lato e residuale rispetto all'Industria.
Anche ieri sera il vicepremier Fini ha sostenuto che la degenerazione degli intrecci tra politica ed economia è dovuta a questo esasperato desiderio di far soldi con i soldi, a scapito della nobile (termine usato piu' volte per l'Industria) attività degli imprenditori che rischiano del proprio (quasi che chi investe in Borsa lo faccia con i soldi del Monopoli). Si tratta forse della sindrome di chi è disposto a buttar via il bambino pur di liberarsi dell'acqua sporca, ma forse anche di chi ha convenienza a puntare il dito contro qualcosa o qualcuno e farne un capro espiatorio.
Credo che imboccare la via di una campagna contro la Finanza sia profondamente sbagliato per una miriade di ragioni, ma ne voglio ricordare due che mi sembrano particolarmente opportune in questo contesto di cronico "inquinamento" delle vicende politiche.
La prima è che in un paese come l'Italia in cui per motivi i più svariati le attività industriali vanno declinando, la finanza rappresenta uno dei modi più importanti per partecipare alle decisioni strategiche che nel mondo si vanno prendendo e alla ricchezza che la crescita di altre economie puo' produrre. Si pensi alla Cina, alle economie emergenti in generale o alla grande crescita degli utili delle società americane. Tutti eventi ai quali molti Italiani (per fortuna!) hanno partecipato grazie alla liberalizzazione dei flussi finanziari e alla caduta delle restrizioni e delle barriere all'investimento sull'estero.
La seconda ragione è che se ieri erano gli appalti pubblici e oggi l'universo delle banche e delle società quotate a intrecciarsi in modo opaco e spesso illegale con la politica, probabilmente il problema resta la politica (si badi non la Politica) italiana che, specchio della situazione di tutto il Paese, stenta a fare il salto di qualità verso la Legalità che, mi sembra utile ribadirlo, in ultima analisi è il garante più importante dello Sviluppo.
L'Italia, sotto molti punti di vista, è un centro finanziario periferico e di secondo, se non terzo piano. Fare della Finanza un settore commissariato, sotto tutela,o peggio restringere e limitare le attuali libertà può solo peggiorare la situazione del Paese nell'ennesimo settore economico, perchè di questo si tratta. Di un settore economico vitale nel quale più facilmente possiamo competere con gli altri Paesi visto che le materie prime, i soldi e le persone, sono rispettivamente una commodity e un bene di cui per fortuna siamo ricchi, tanto da esportarne in tutto il mondo.
| inviato da il 17/1/2006 alle 19:53 | |
15 gennaio 2006
Smettiamola di criticare Berlusconi
Si, dovremmo proprio smetterla di criticarlo. Il mio è un invito alla stampa, agli oppositori politici e agli oppositori interni alla CDL. Se vogliamo favorire un ricambio al vertice della stessa Cdl, la strategia giusta è smettere di muovere pubblicamente e privatamente critiche all'attuale premier. Questa strategia, che se non altro ha il vantaggio di non essere mai stata pienamente applicata e quindi testata,forse la sola finora, avrebbe a mio modo di vedere una efficacia sicura. Poiche il premier è attorniato da fedelissimi yesmen, venendo meno le critiche degli oppositori , rimarrebbe senza contrasto alcuno. E allora potrebbe dare sfogo senza limiti a quello di cui è capace, che ha bene dimostrato negli ultimi giorni nella vicenda Unipol-BNL che sembrava un regalo inaspettato per le sue prospettive elettorali e invece lui ha avuto la mirabile maestria di farne una buccia di banana (per se stesso) grande almeno quanto il suo conflitto di interessi. Perchè finora in troppi gli hanno ricordato sui giornali che tante operazioni politiche gli avrebbero nuociuto e che fare solo leggi ad personam è vezzo tollerato in questa Italia ma il cui abuso potrebbe seccare la maggioranza degli elettori. E allora lui un pochetto si è trattenuto, si è fatto convincere, suo malgrado, ogni tanto a non andarci troppo pesante. Ma senza queste critiche, questi richiami al buon senso, queste enunciazioni del Principio di Realta'? Chissa' di cosa sarebbe capace il Nostro! Potrebbe portare il suo ego istituzionale imprenditoriale e politico a vibrare a cosi elevata intensità da portarlo alla definitiva esplosione. E cosi ce lo toglieremmo dai piedi, in senso istituzionale e politico, si capisce.
| inviato da il 15/1/2006 alle 18:16 | |
14 gennaio 2006
  
| inviato da il 14/1/2006 alle 0:49 | |
14 gennaio 2006
un anno (o quasi)
E' vero, sono stao via quasi un anno! Ma non ho tradito il cannocchiale. Sono stato in silenzio e basta. Non aggiornaco il blog del cannocchiale, ma non ne aggiornavo nessun altro. Quindi ho tradito il blog come canale , al massimo. E' vero che la pagina di suo è dedicata alla dispersione creativa, ma io non ho avuto granche da disperdere. Insomma di stitichezza si e' trattato. E me ne scuso come se invece che di atto fortuito e accidentale , di colpa si trattasse.
Per il resto non avevo granchè da dire, è vero, e quel poco non avevo voglia di raccontarlo cosi a cuor leggero ad un sacco di persone , tutte curiose, senza la mediazione di uno sguardo, senza il velo di un sorriso, senza la maschera di un gesto. No, non potevo. Me ne darete atto.
E adesso sono qui con la mala coscienza di chi si e' allontanato dall'ortodossia, del fratello che sbaglia. Con la i track record del blogger rinnegato. Con la macchia infame , almeno a mio modo di vedere, di quello che ha preferito tacere piuttosto che raccontarsi fino in fondo. Di raccontare delle sue miseevoli solitudini. Delle mancanze, che sono di tutti li esseri umani, che quando sono nostre o non sono o sono terribili.
Pero' meglio venire a guisa di pecorella all'assemblea, che starne lontani con la spocchia di chi si sente superiore.
Buona notte!
| inviato da il 14/1/2006 alle 0:32 | |
13 gennaio 2006
ma con musica musica posso dirti anche no
| inviato da il 13/1/2006 alle 20:37 | |
27 febbraio 2005
Colpo di luna

Per fortuna c' è Simenon. E' una rassicurante certezza. E sono tanti i suoi romanzi che se te la prendi con calma c' è sempre uno che non hai letto. Come questo "colpo di luna" , ambientato in Gabon. Non sara' la punta di diamante della produzione dello scrittore, ma vale una serata invernale. Se avessi le stelle in queste mie micro recensioni , tre le meriterebbe tutte.
| inviato da il 27/2/2005 alle 22:22 | |
10 febbraio 2005

"L'enigma dei numeri primi" - di Marcus de Sautoy
Un gran bel libro. Letteratura crossover come la definisco io. Sono andato a ripescare i libri di Matematica del Liceo. Avrei voluto che raccontasse qualcosa in piu' sulle geometrie non euclidee, ma resta una gran bella lettura.
| inviato da il 10/2/2005 alle 18:17 | |
10 febbraio 2005

| inviato da il 10/2/2005 alle 15:51 | |
10 febbraio 2005
le mie puttane.....
Scrivo come promesso, purtroppo solo adesso, dopo venti giorni dalla fine della lettura di "Memoria delle mie puttane tristi". Purtroppo, perchè l'ho letto tutto nello stesso giorno in cui l'ho comprato.
Per dimensioni il romanzo somiglia a "Dell'amore e di altri demoni". E come per questo ultimo si legge in una sera e forse meno. Si e' affascinati dalla capacita' affabulatoria della scrittura di Marquez e dall'intreccio che incuriosisce fino a non riuscire a dedicarsi ad altro prima di averlo finito.
Tuttavia il romanzo, figlio perfetto della penna di Marquez, proprio per i motivi citati, lascia insoddisfatti. Se ne vorrebbe di piu' , si scrutano le ultime pagine del libro per verificare che non si sia incappati in una copia fallata. E' come se mancasse un pezzo. Ci ho riflettuto, e sono arrivato a convincermi che sia stato fortemente voluto un finale cosi. Perche' non e' un finale. Essendo un potento inno alla speranza dell'amore, non puo' e non deve contenere la parola Fine.
| inviato da il 10/2/2005 alle 13:27 | |
27 gennaio 2005
Le targhe alterne, l'inquinamento e le cattive abitudini
Oggi a Milano si replica con le targhe alterne. Solo le targhe dispari possono circolare. Io pari, macchina ferma.
Mi dirigo verso il tram con tanto di quotidiano, ipod con un Nicola Conte in sottofondo diffuso nel mio cervello non ancora completamente sveglio alle 7.45. E sono quasi felice, perche' penso, l'aria mi sembra gia' piu' pulita. Primo tram , 7.46 strapieno. Capita. Prendo il prossimo. 7.49 secondo tram: strapieno. Le targhe alterne funzionano, rischio di far tardi, ma voglio godermi questa mattina fredda con l'aria che sembra piu' pulita e allora aspetto. Terzo tram 7.53: strapieno, ma salgo. Sfuma l'ipotesi lettura quotidiano perche' e' impossibile tenerlo in mano ancorche' piegato in quattro. Mi tolgo le cuffie.
Credo che le targhe alterne siano una iniziativa molto positiva, non tanto per l'aria di Milano, almeno nell'immediato, ma per l'ATM che per l'occasione ha la possibilita' di aumentare la clientela e mostrare i propri servizi. Se fosse un'azienda che produce latte sarebbe come se per legge in un dato giorno, si potesse bere solo latte. Senza assumere altro cibo. Sarebbe una grande occasione per le imprese che producono latte. Possono far conoscere il loro prodotto a quelli che di solito il latte non lo bevono, per convincerli a bere latte anche il giorno dopo. Non si da' ai consumatori il latte inacidito, come fa l'ATM in queste occasioni. Che poi uno pensa che il latte e' per se stesso sgradevole.
Questa e' l'impressione che ho avuto oggi. Viaggiare in tram e' scomodo alle ore di punta. Chi lo ha fatto stamattina col tram che ho preso io, non lo rifara' se non quando sara' strattamente necessario.
Credo che la cattiva abitudine dell'auto sia legata anche a questi aspetti. E, si badi, utilizzare l'auto e' costoso anche in termini di tempo.
Perche' non rendere i tram piu' efficienti, gradevoli, affidabili, e convincere gli automobilisti che non prendere la macchina gli conviene?
| inviato da il 27/1/2005 alle 10:15 | |
25 gennaio 2005
Memoria delle mie puttane....
Ho iniziato a leggere l'ultimo (nel senso di appena pubblicato ma spero altri ne arrivino dal Grande Scrittore) libro di Gabriel Garcia Marquez. Fin dalle prime pagine, tra l'altro rilette perche' pubblicate qualche giorno fa da "La Repubblica", mi rendo conto che le aspettative non vengono disattese.
Scrivo queste righe per un solo motivo. Invitarvi a leggerlo. E darvi appuntamento a fine lettura, per un confronto sul romanzo , sullo scrittore, e perche' no, sulla Letteratura dei nostri tempi.
| inviato da il 25/1/2005 alle 14:20 | |
20 gennaio 2005
La comunicazione di Telecom
"Aderisci all'opa Telecom su Tim" dice l'advertising di Telecom sui quotidiani di oggi.Pagina rossa intera. E "domani e' l'ultimo giorno". Che fai? Mi dai degli ordini? Usi l'imperativo con me? Io non aderisco. Cosi impari. Mi dai del Lei e chiedi per favore. A volte con le buone maniere si ottiene tutto.....
| inviato da il 20/1/2005 alle 10:29 | |
19 gennaio 2005
Povero Romano
Ieri sera, ogni tanto mi capita, ho visto il salotto di Vespa, Porta a Porta. Il nome non rende giustizia di un format velleitario.
Ospiti Prodi, Rossella, De Bortoli, Mannheimer, almeno fino a quando ho resistito sveglio.
Per correttezza, devo dire che ne ho visto solo un pezzetto, e mi e’ bastato, perche’ mi ha messo tristezza.
Tristezza, perche’ ho avuto la certezza che Prodi e’ completamente bollito e non ha alcuna chance di vincere competizione alcuna.
E non perche’ gli avversari siano valenti, che anzi sono per lo piu’ personaggi da fumetto e escrescenze della Prima Repubblica (come Prodi del resto), ma perche’ lui non ce la puo’ fare di suo.
Anzi il rischio e’ che il suo grado di bollitura venga percepito appieno dagli elettori e tolga credibilita’ alla competizione stessa.
Sulla proposta di svolgere le primarie in ogni collegio si e’ detto “intuitivamente favorevole”, quando avrebbe dovuto fare salti di gioia alla sola parola primarie (anche se la Puglia fa male),
poi si e’ incartato (e lo chiamano professore!) su un punto del suo programma, la riduzione dell’imposizione fiscale sul lavoro, messo in difficolta’ da un Vespa che non l’aveva fatto apposta, e che tra l’altro sa di Scienza delle Finanze quanto le Lecciso di Sartre.
Insomma blando e confuso. Ho ripensato alle dichiarazioni del cav.: Terrore, Miseria e Morte, e solo per rima mi e’ venuto in mente Sopore Parecchio e Forte.
Che lo cambino, per rendere le cose un po’ piu’ credibili, visto che la credibilita’ non e’ il punto di forza dell’altro schieramento, ci provino almeno a sinistra.
| inviato da il 19/1/2005 alle 10:32 | |
17 gennaio 2005
Miseria, terrore e morte?
Si, ma grazie a lui prevarra’ il bene sul male. Mitico……
Siamo alle parole in libertà, all’utilizzo surreale dei significanti o in un Paese che stenta a trovare la misura nel dibattito politico e la credibilità di tutta la politica?
La terza che ho detto, purtroppo. Non sono indignato, nemmeno stupito. E questo mi stupisce. Ma come. Il premier dice una bestialità di queste dimensioni e non sono nemmeno un po’ stupito, perplesso. Niente.
Ma non solo io, mi pare. Vedo che sui quotidiani stamattina la reazione non è il pernacchione che una roba del genere si merita, ma delle argomentazioni piu’ o meno legittime.
A me la sinistra non piace.Non l’ho mai votata e spero di non essere costretto a votarla. Perche’ non temo gli ex comunisti, ma i neo-statalisti e il livore con cui avversano ogni tentativo di ridurre il peso dello Stato nella Economia.
Sono liberale da sempre e mi piacciono i politici seri. Ergo il cavaliere non mi piace e non mi piace la corte di baciapile e smidollati che si porta dietro. Ma lo dico solo per chiarire il punto di vista. Quello che mi preme capire e’ perche’ siamo arrivati a questo punto (morto).
Perche’ quelle parole, ma soprattutto perche’ nessuno gli fa un pernacchione in pubblico?Al Tg1 delle 13,30 magari. Giorgino, chiedo troppo lo so.
Oppure stasera da Vespa.
La mia previsione e’ che nessuno gli fara’ il pernacchione che si merita. E il motivo principale e’ che non e’ esiste ormai un senso della misura collettivo. Una sorta di puttanate-detector che funzioni a livello di coscienza sociale.
Le si sente cosi grosse di bestialita’ che ormai tutto passa, tutto in qualche modo filtra la superficie carsica della nostra (in)consapevolezza televisiva e mediatica. E si va a sedimentare su percettori ormai cosi poco sensibili che ci vorrebbe ben altro che le puzzette di Dolce e Gabbana per eccitare.
E come potrebbe essere altrimenti se ieri guardando la Tv su Canale 5 c’era un ex grande fratello che dava della checca isterica a un tale Solange , il quale sempre secondo l’ex GF trascorrerebbe momenti felici in bagni pubblici a farsi accarezzare da camionisti di passaggio.
E il Solange in questione rispondeva che almeno lui li trova degli autotrasportatori disposti a fargli compagnia. Il tutto sotto la guida sapiente di Maurizio Costanzo che ha trovato la faccia tosta di dirsi indignato per una gag andata quasi contestualmente in onda sulla Rai in cui la sua compagna De Filippi veniva tratteggiata secondo i dettami dell’iconografia sadica, con tanto di frustino.
Chiamare tutto questo trash fa correre il rischio di poterselo un giorno vedere offerto come cult.
Quindi occhio. In un contesto mediatico del genere il telespettatore-utente-cittadino si assuefa, e ci vuole veramente roba forte per toglierlo dal torpore anestetico.
E allora e’ possibile dire le cose che dice il premier senza che nessuno ti faccia una bella pernacchia e chieda un trattamento sanitario d’urgenza.
| inviato da il 17/1/2005 alle 10:18 | |
16 gennaio 2005
Buonanotte,
non so se qualcuno leggera' queste parole, ma non e' importante. E' la mia prima volta e quindi tutto sommato va bene anche che la cosa resti tra me e il computer. Non conosco il mezzo, ma ne sono molto affascinato. Vedo che nei dintorni ci sono persone che a giudicare da quello che scrivono sembrano molto interessanti.
Mi piace d'altra parte l'aria di sperimentazione che aleggia in molti dei blog e spero di poter dire attraverso questo canale qualcosa di intelligente, almeno ogni tanto, e magari anche di originale.
Allora benvenuto raffo!
| inviato da il 16/1/2005 alle 23:26 | |
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